Cronaca / Sondrio e cintura
Mercoledì 01 Luglio 2026
Successo a Montagna di Valtellina per “El femaiù cun el fiù”
La manifestazione ha visto 350 presenze tra arte, cultura e tradizioni locali
Lettura 1 min.Montagna di Valtellina
Si chiude con il segno positivo anche quest’anno «El femaiù cun el fiù», manifestazione organizzata dall’Ammi che domenica scorsa ha animato e riempito la contrada di San Giovanni a Montagna. Un evento che, ancora una volta, ha fatto registrare il tutto esaurito - circa 350 presenze -, confermando la capacità della festa di richiamare pubblico e di unire tradizione, cultura e socialità. Ma soprattutto di valorizzare territorio e maggenghi.
«È andata bene, oltre le nostre aspettative» - commenta il presidente dell’Ammi, Sergio De Marchi -. «Questa proposta culturale un po’ nuova ha funzionato: la mostra delle opere di artisti locali ha riempito tutta la contrada e le scuole hanno colto pienamente lo spirito del progetto “Il torrente Davaglione: dall’acqua al pane”». Un lavoro condiviso con le due scuole primarie durante l’anno, che hanno concluso con escursioni sul territorio e attività didattiche legate al progetto, ideando una sorta di giallo ambientato proprio sul Davaglione, che i commensali hanno potuto scoprire grazie a un Qrcode messo su ogni tavolata.
La contrada si è trasformata per un giorno in un percorso diffuso tra arte, storia e memoria: gli spazi rurali hanno ospitato le opere degli artisti, mentre piazza e vie si sono riempite di installazioni e visitatori. Un’esposizione che ha coinvolto pittori, illustratori, mosaicisti e creativi locali, «grazie al coordinamento e all’idea dell’instancabile Gianna Baldini, con l’obiettivo di dare continuità anche nelle prossime edizioni».
Grande la partecipazione al pranzo: «La manifestazione ha registrato 350 presenze, il numero massimo sostenibile, ma la macchina organizzativa ha retto bene. Il tempo ha tenuto quasi fino alla fine, poi una leggera pioggia non ha fermato la gente, rimasta sotto i cornicioni sino a sera accompagnata dalla musica di Sara Della Maddalena» aggiunge De Marchi.
Uno degli aspetti più complessi, ma anche più riusciti, è stato il pranzo. Una vera e propria squadra in cucina, con più di 20 persone «impegnate contemporaneamente e un menù impegnativo che ha richiesto giorni di preparazione». Sono stati serviti diversi piatti, tra cui trota in carpione, nervetti, costine al vino o brasato con taroz, formaggi locali e dolci della tradizione. Una cinquantina i volontari si sono dati da fare per tutta la giornata: «Un menù così complesso non è da festa paesana» - sottolinea il presidente - «ma il merito va ai volontari, che hanno lavorato con impegno e passione per giorni. Questo per noi è il vero valore aggiunto: la coesione della squadra e lo spirito di comunità». Non sono mancati gli apprezzamenti dei partecipanti, anche per le novità introdotte in questa edizione, «come il percorso alla scoperta degli angoli della contrada e l’esposizione artistica diffusa». Il ricavato della manifestazione sarà destinato al progetto «Il torrente Davaglione: dall’acqua al pane», che prosegue il lavoro di valorizzazione del territorio e delle sue tradizioni.
© RIPRODUZIONE RISERVATA