Un pasto caldo a domicilio. Partito il progetto ad Albosaggia e Faedo

L’iniziativa è rivolta ad anziani soli, persone fragili e chi necessita di un aiuto per la preparazione del pranzo. Sette gli utenti attuali, ma il servizio è aperto a nuove richieste.

Albosaggia

Il pranzo ad Albosaggia e a Faedo è servito. Direttamente tra le mura di casa, di persone anziane o in situazione di difficoltà. Si sta parlando di “Pasti caldi”, come è stato battezzato il neonato servizio, attivato dall’amministrazione comunale di Albosaggia, trovando la condivisione - e la partecipazione - anche di quella di Faedo.

«Dal sette gennaio scorso - dice il sindaco Graziano Murada - il progetto “Pasti caldi” è stato attivato grazie alla collaborazione tra i Comuni di Albosaggia e Faedo e la cooperativa sociale Il Sentiero», la stessa che gestisce il servizio della mensa della scuola di Albosaggia.

«Il servizio è rivolto ad anziani soli, persone fragili e chi necessita, anche solo temporaneamente, di un supporto per la preparazione del pranzo».

Nel giorno del debutto, insieme all’addetto alle consegne, c’era anche il primo cittadino, «per valutare anche i tempi e le modalità di approccio ad ogni utente». Al momento sono sette gli anziani che usufruiscono del servizio, tre di Faedo e quattro per Albosaggia.

Oltre all’aspetto alimentare, «la consegna a domicilio rappresenta anche un momento di contatto e monitoraggio informale sulla condizione di fragilità presenti sul territorio», sottolinea Murada. Il servizio, per ora, è attivo per il pranzo di mezzogiorno dal lunedì al venerdì, «ma per eventuali nuove richieste e necessità basta rivolgersi ai rispettivi Comuni». Qual è il menù settimanale? Niente di meno che quello degli alunni delle scuola, secondo quanto stabilito dall’Ats della montagna. «Da un primo bilancio, il gradimento è ottimo. Sono tutti contenti», per lo più persone anziane, sole e qualcuno con fragilità. L’obiettivo del progetto «è offrire un supporto concreto alla popolazione anziana, in particolare agli over 75, ma anche a persone sole o temporaneamente non autosufficienti».

Prima di concretizzare la proposta, il Comune di Albosaggia nei mesi scorsi aveva avviato una mappatura degli anziani residenti nel paese orobico sopra gli 80 anni, stimati tra 160 e 180. Dopodiché è stata inviata lettera informativa per raccogliere le adesioni. Il servizio, come specificato dal sindaco Murada, «non si limita a una questione anagrafica: potrà essere richiesto anche da persone con disabilità o da chi, per motivi di salute temporanei, non può provvedere ai pasti quotidiani». Si pensi, ad esempio, ad una disabilità temporanea, in seguito ad una caduta o ad un intervento chirurgico.

“Pasti caldi” è un servizio a pagamento, ma i costi sono stati modulati anche in base al numero effettivo degli utenti, per garantirne l’accessibilità. Fortemente voluta dalla giunta e sostenuta dalla consigliera Ada Amonini in Balsarini, «l’iniziativa punta a rispondere in modo concreto ai bisogni di una fascia di popolazione fragile e in crescita». Se il progetto otterrà riscontri positivi, «potrebbe diventare un modello replicabile anche in altri comuni, confermando il valore della collaborazione territoriale e della progettazione condivisa».

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