Uranio in Val Vedello, minoranza in campo: dossier con 34 rischi

Osservazioni trasmesse al Ministero dell’Ambiente. «Troppe lacune e sottovalutazioni: istanza da rigettare»

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Piateda

Ricerca uranifera in Val Vedello: il gruppo di minoranza “SiAmo Piateda” ha trasmesso al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica le proprie osservazioni nell’ambito della procedura di Valutazione di impatto ambientale e chiede il rigetto o la sospensione dell’istanza.Tra i nodi emersi, quelli radiologici e chiede il rigetto o la sospensione dell’istanza.

Il dossier, frutto di un approfondito studio, si articola in 34 punti critici che evidenziano lacune e sottovalutazioni sui potenziali impatti che l’eventuale concessione comporterebbe per l’ecosistema, le risorse idriche e la salute pubblica.

Tra i nodi principali emersi, i rischi radiologici e chimici: la presenza di mineralizzazione uranifera accertata, anomalie di uranio e arsenico nelle acque (incluse fonti potabili pubbliche), concentrazioni di Radon fortemente anomale in galleria e la produzione di rifiuti Norm.

Poi l’incompletezza dei dati: una baseline radiologica e chimico-fisica ancora parziale, unitamente all’assenza di bilanci di massa, modellazioni idrogeologiche e scenari incidentali definiti.

Quanto a viabilità e cantiere, la classificazione della strada di accessibilità è palesemente con i mezzi pesanti previsti e priva delle necessarie istanze di deroga, oltre alla mancanza di un piano per la gestione della promiscuità con la fruizione escursionistica e turistica.

Infine sicurezza delle infrastrutture e dissesto: il riutilizzo di gallerie storiche non censite e prive di caratterizzazione strutturale aggiornata, l’assenza di un’analisi organica del rischio valanghivo e di caduta massi, e la mancata considerazione della fragilità di un territorio protetto (Parco delle orobie e Rete Natura 2000).

«La conclusione del proponente secondo cui “il progetto non presenta rischi significativi” non è né accettabile né dimostrata”», sostengono Martina Simonini, Claudio Protto e Giovanni Curti che chiedono all’autorità competente il rigetto dell’istanza, previa valutazione dell’incompatibilità dell’intervento con le condizioni ambientali, idrogeologiche, radiologiche e naturalistiche del territorio, e la sospensione del procedimento (o la non conclusione favorevole) fino all’eventuale acquisizione e rigorosa valutazione di tutte le integrazioni e degli approfondimenti tecnici richiesti.

Le osservazioni saranno presto disponibili sul sito di SiAmo Piateda. «Trentaquattro punti sono frutto di un grosso lavoro, ma verosimilmente non esauriscono neppure la totalità dei problemi che questo progetto porterebbe con sé», dichiarano i rappresentanti di SiAmo Piateda.

«Il nostro territorio non può essere esposto a rischi di questo tipo sulla base di ipotesi e misure di mitigazione non verificate. Continuando a monitorare ogni fase dell’iter, ribadiamo la nostra ferma determinazione a proteggere la salute dei cittadini e l’integrità del nostro patrimonio naturale», concludono dal gruppo di minoranza.

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