Maxi stop alle trasferte per i tifosi del Lecco? L’esperto: «Si può fare ricorso»

L’avvocato Domenico Zinnari, che vinse i ricorsi contro l’estromissione del Lecco dalla serie B, si esprime sulla questione “squalifica” del tifo. «Il ricorso può essere fatto, poi sulla speranza che venga accolto, è tutto un altro paio di maniche. Bisogna capire se ci sia stata una corretta istruttoria e se la motivazione sia logica e coerente».

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Lecco

Si può proporre ricorso, appena arriverà il provvedimento del Viminale, con qualche speranza? La risposta è sì. L’eventuale, ma oramai quasi certa, “squalifica” del tifo lecchese fino a febbraio 2027 potrà essere oggetto di ricorso al Tar, tribunale amministrativo regionale, del Lazio e qualche “speranziella” di riduzione o annullamento del provvedimento, ci potrebbe essere. Poche speranze, in verità, ma non nessuna. Ad affermarlo è Domenico Zinnari, l’avvocato, consulente legale del Lecce, che fu “ingaggiato” dal Lecco nel 2023 e vinse i ricorsi contro l’estromissione del Lecco dalla serie B. Fu un suo merito se i blucelesti riuscirono a giocare quel campionato in Cadetteria.

Il suo pensiero, che non entra nello specifico, è di carattere generale sulla questione: «Il ricorso può essere fatto, poi sulla speranza che venga accolto, è tutto un altro paio di maniche. Bisogna capire se, alla base di questo eventuale provvedimento che ancora nessuno ha letto, ci sia stata una corretta istruttoria, se la motivazione sia logica e coerente. Questi sono i punti dirimenti. Diciamo che la strada è in salita perché questi provvedimenti vengono assunti un po’ a caldo, sull’onda anche degli scontri importanti che ci sono stati... Certo un provvedimento che vieti le trasferte addirittura per sette mesi è probabilmente un profilo un po’ peculiare, nel senso che tra l’altro l’indicazione per sette mesi è un’indicazione legata all’attualità dei fatti ma poi potrebbe, e sarà sicuramente in futuro, diventare oggetto di rivalutazione». Zinnari fa un esempio concreto che si riferisce al Leccese: «Tra Squinzano e Leverano, un paio di settimane fa, se le sono date di santa ragione e hanno dovuto giocare la gara dei playoff di serie D a porte chiuse. Poi hanno emesso un provvedimento “sine die”, che impedirà le trasferte di queste tifoserie fino a diversa valutazione. Ecco è un provvedimento al limite, questo. Difficilmente giustificabile. Ma l’indicazione diciamo “politica” che viene dalle istituzioni è chiara: se c’è un rischio anche ipotetico, si vietano le trasferte e si passa oltre».

Tornando a Lecco e Catania Domenico Zinnari riflette a voce alta: «In linea di massima si può fare il ricorso, come dicevo, pur non conoscendo il provvedimento che presumo sarà reso dalla Prefettura di Lecco su indicazione del Ministero dell’Interno, che imporrà il divieto di trasferta. Potrebbero esserci ulteriori provvedimenti relativi anche alla disputa delle gare casalinghe, fatta dal prefetto sulla base dell’attività istruttoria fatta dalla Questura e da quanto indicato dall’Onms. Ma, attenzione, si parla di “divieto di trasferta” ma non esiste. Si tratta di una serie di misure a garanzia dell’ordine pubblico, ma non si tratta di veri divieti di trasferta visto che è un provvedimento amministrativo che non può prescindere dalla libertà di movimento delle persone, diritto costituzionale. Il prefetto può disporre la gara a porte chiuse, o una diversa regolamentazione dei titoli di accesso, per esempio, ai residenti di Lecco o in provincia o nelle province limitrofe. E il Tar può sindacare, ma non pienamente, su questo provvedimento».

Senza entrare in termini troppo legali Zinnari spiega: «Il Tar non può sindacare in sé la scelta, ma l’iter che ha portato alla scelta: se vi è un difetto di istruttoria il provvedimento può essere sospeso o annullato, come pure se non c’è una motivazione adeguata. In passato facevano provvedimenti senza valutare sotto il profilo motivazionale lo storico delle due tifoserie e ciò diventava punitivo e illogico. Inoltre la responsabilità penale è personale e saranno perseguiti penalmente e amministrativamente (con i Daspo) gli autori di quei fatti violenti. Ma queste misure vanno a colpire tutta la platea degli appassionati blucelesti. E il provvedimento potrebbe essere considerato sproporzionato dal giudice amministrativo. Ma, ripeto, la strada è molto in salita».

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