Cronaca / Tirano e Alta valle
Domenica 22 Febbraio 2026
Altre due valanghe in Alta Valle
Soccorsi in azione a Livigno e Valdisotto. Ancora incerto il bilancio dei feriti
Ancora due valanghe si sono staccate nel primo pomeriggio di domenica dai versanti di Livigno, intorno ai 2200 metri del Carosello 3000, sul Rin da Gen, e di Valdisotto, in zona Cimino a Bormio 2000, poco sotto la pista Stella alpina. La prima richiesta di aiuto è giunta da Livigno, alle 14.18, allarme scattato in codice rosso, indice di massima gravità, e lanciato da una comitiva di snowboarder formata da nove giovani, italiani. Uno di loro era rimasto travolto dal distacco avvenuto in zona impervia, nel canale percorso dal Rin da Gen, appunto, un torrente di montagna della zona, anche se non completamente sepolto. Era finito nella neve fino al bacino, ma vigile, cosciente, e in grado di uscire autonomamente dalla coltre bianca, con l’aiuto dei ragazzi che erano con lui. Il fatto di trovarsi, tuttavia, in una zona così impervia e in balia di un distacco, ha indotto i giovani a chiedere aiuto e, sul posto, è subito giunto EliSondrio unitamente ai tecnici del soccorso alpino civile di Livigno. La situazione, tuttavia, è apparsa subito sotto controllo. Il giovane snowboarder travolto dalla valanga era in buone condizioni, in grado di procedere e, quindi, appurato che nessuno della comitiva mancava all’appello e bonificata l’area valanghiva, i soccorritori si sono incamminati a valle scortando tutti gli snowboarder fino in paese.
Nessuno ha avuto bisogno di cure mediche, ma dal nivologo di Livigno, Fabiano Monti, giunge ancora una volta l’appello a non frequentare con sci o con tavole pendii innevati con un pendenza superiore a 30 gradi. «Il pericolo di valanghe è ancora troppo alto, quattro forte – ricorda -, per cui gli itinerari vanno selezionati attentamente. Mai sui pendii ripidi e mai sotto gli stessi». Un ritornello che si ripete da giorni, ma si ripetono anche i distacchi provocati dal passaggio di sciatori o snowboarder fuori pista. Quanto al distacco di Bormio 2000, invece, non è chiaro se sia spontaneo o sia stato provocato. L’allarme è scattato intorno alle 15 sembra lanciato da due bambini che si trovavano sulla seggiovia soprastante la zona del distacco. Sembrava che due persone fossero state travolte e si è lavorato a lungo alla loro ricerca, ma la bonifica, accurata, ha dato esito negativo. Sul posto sono giunti subito gli elicotteri di EliBergamo ed EliBrescia ed è giunto anche il velivolo in dotazione al Soccorso alpino della Guardia di finanza con un’unità cinofila a bordo, ma né la verifica con sonde né quella con l’ausilio dei cani ha fornito esiti. Una quindicina i militari del Soccorso alpino della Guardia di finanza sul posto, coordinati dal comandante di Bormio, maresciallo Simone Radaelli, unitamente ai colleghi del soccorso alpino civile della stazione di Bormio, ma intorno alle 17.20 è giunto il cessato allarme. Molto ridotto anche il fronte valanghivo, per cui la bonifica, pur accurata, ha potuto essere svolta in tempi contenuti. Informati di entrambi gli eventi anche i vigili del fuoco e i carabinieri del Comando compagnia di Tirano guidati dal capitano Riccardo Angeletti. Dal mondo del soccorso alpino, civile e militare, si rinnova comunque l’appello a desistere dai fuoripista su pendii ripidi e a limitare le uscite al minimo. Sabato si è trattato di soccorrere uno scialpinista in ipotermia sul Tre Signori, a Gerola Alta, e all’attivo ci sono tre morti su valanga da inizio mese in provincia di Sondrio oltre al 54enne ancora disperso nel Lago Nero a Montespluga.
© RIPRODUZIONE RISERVATA