Sondalo in lutto per Habib Zallouz, pioniere dell’integrazione in Valtellina

Il tunisino di Sondalo, scomparso a 76 anni, ha dedicato la vita all’accoglienza dei profughi e allo sport, diventando un punto di riferimento per la comunità.

Sondalo

Se ne è andato in punta di piedi, senza clamore, con eleganza verrebbe da dire, come nel suo stile. In poco tempo la malattia incurabile ha portato via Habib Zallouz, il tunisino di Sondalo, ma forse meglio dire il sondalino di Tunisia, vero simbolo dell’integrazione per tutto quello che ha saputo fare nella nostra provincia in oltre mezzo secolo. Era nato nel 1948.

La Valtellina l’aveva scoperta suo malgrado sul finire degli anni Sessanta, beneficiando come altri migliaia di pazienti delle cure del sanatorio dell’ospedale Morelli. Da Sondalo quel bel ragazzo dalla pelle olivastra, dal fisico atletico e dagli occhioni grandi non se ne sarebbe più andato. Non solo ha costruito la sua famiglia, ma ha avuto un impegno nel sociale davvero esemplare.

È il simbolo dell’integrazione non solo per la sua storia personale, ma anche per quello che ha fatto negli ultimi anni come collaboratore della Prefettura, mettendo a disposizione tutta la sua esperienza nell’accoglienza dei profughi. Ok, l’ha fatto per lavoro, ma la sua conoscenza delle lingue dell’Africa e soprattutto di cultura, usi e costumi di quelle latitudini, è stato un ponte fondamentale fra autorità e profughi, facendo capire agli uni le esigenze degli altri.

Negli ultimi anni nella sua piccola pensione Belvedere i parenti dei pazienti del Morelli avevano lasciato posto ai ragazzi africani. Ed ora era responsabile anche di quelli alloggiati a Le Prese. Habib si è speso affinché la loro permanenza fosse la migliore possibile. Dal corso di italiano alle innumerevoli trasferte a Sondrio per qualsiasi esigenza, ai piccoli lavori, al torneo di calcio del paese, Habib c’è sempre stato per i profughi, così come c’è sempre stato per i sondalini.

Grande amante del calcio, dapprima ha legato il suo nome al Sondalo e poi è stato il braccio destro per un quarto di secolo del presidente Oriano Mostacchi nel Sondrio. Nel Sondalo calcio ha fatto di tutto, dal mister al presidente, ed anche ultimamente, nonostante le primavere iniziassero a salire, non aveva fatto mancare il proprio contributo di esperienza alla neonata società. Tante avventure calcistiche condivise con l’amico di una vita Gianni Cardoni, dapprima a Sondalo e poi a Sondrio e col medico Peppino Zubiani, presidente a Sondalo e medico sociale nel capoluogo. Habib dirigente e Gianni Cardoni direttore sportivo: un binomio fondamentale per il presidente Mostacchi che ha trovato due amici veri nei sondalini. Un po’ come nello stile dell’avvocato Gianni Agnelli che amava telefonare all’alba a Boniperti e a Trapattoni, anche Mostacchi sapeva che Habib era già in piedi prima che il gallo cantasse e quindi c’era il semaforo verde per lunghe telefonate mattutine con scambio di opinioni.

Non amava stare sotto i riflettori Habib e lasciava volentieri la scena agli altri, preferendo lavorare. Aveva avuto un ruolo fondamentale anche nell’intuire che il Vallesana potesse durante il periodo estivo ospitare squadre di calcio ed anche in quel caso mise a disposizione la sua esperienza nell’ospitalità. A Sondalo il primo impiego fu quello di portiere all’albergo Storile, ora trasformato in condominio. In tanti se lo ricordano elegantissimo nel suo ruolo. Dal punto di vista professionale ha sempre preferito il lavoro autonomo. Dapprima la cartoleria, poi l’albergo Bellavista ed infine il Belvedere in quella struttura che si chiamava Pipistrello. Il suo impegno l’aveva riservato anche alla sezione di Sondalo dell’Avis. Una vita col sorriso sulle labbra spesa ad aiutare tutti. L’Italia la sua seconda patria, ma la Tunisia era sempre nel cuore.

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