Cassa forense, avvocati al voto. Scontro sulla rappresentanza

Il presidente dell’Ordine di Sondrio Paolo Tarabini indica agli iscritti una lista da sostenere per garantire la presenza valtellinese in Cassa forense. La consigliera regionale Chiara Valcepina contesta la scelta e invita a superare la contrapposizione territoriale: «La rappresentanza si rafforza con una Lombardia forense unita e coesa».

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Sondrio

Si vota in questi giorni per il rinnovo dei delegati territoriali alla Cassa forense, l’ente di previdenza e assistenza degli avvocati. A Sondrio l’avvocato Paolo Tarabini, in qualità di presidente dell’Ordine, ha scritto a tutti gli iscritti una specifica indicazione di voto a favore di una lista, quella in cui si trova una candidata iscritta all’Ordine sondriese.

Nella lettera, inviata il 5 ottobre, Tarabini ricorda il sistema di rappresentanza del distretto della Corte d’appello di Milano, composto da otto ordini «minori o distrettuali» oltre a quello milanese, che conta circa 25 mila iscritti. Gli ordini territoriali, spiega, si sarebbero organizzati negli anni per sostenere una lista comune e garantire a turno un proprio delegato. Quest’anno il candidato di Sondrio è al terzo posto della lista e, secondo Tarabini, per eleggerlo «serve l’impegno di tutti», perché, continua la lettera, due novità potrebbero incidere sull’esito: l’ex presidente dell’Ordine di Varese candidato nella lista di Milano e una maggiore competizione da parte del capoluogo. Milano, scrive Tarabini, vuole inoltre portare avanti un modello basato sulle «big firm» e sugli studi «boutique», con esigenze che «si scontrano con il nostro modo di essere avvocati, ancorché di provincia». Da qui l’indicazione a votare una specifica lista per evitare che venga meno la rappresentanza dell’avvocatura valtellinese e valchiavennasca in Cassa forense.

La lettera ha suscitato amarezza in Chiara Valcepina, consigliera regionale e avvocato originaria di Bormio, oggi iscritta a Milano. Le abbiamo chiesto un commento e Valcepina contesta quella che considera una dannosa contrapposizione tra Milano e gli altri fori del distretto. Da valtellinese e da professionista che conosce entrambe le realtà, sostiene di non riconoscersi in questa rappresentazione e sottolinea come esistano realtà professionali diverse, ma problemi comuni a tutta l’avvocatura: dalla previdenza alla sostenibilità economica, fino al futuro dei giovani e al welfare.

Valcepina, che precisa di esercitare in uno studio a conduzione familiare, critica inoltre la scelta, certamente inopportuna, dell’Ordine di Sondrio di indirizzare il voto verso una lista specifica: a suo giudizio, candidature e programmi dovrebbero essere valutati dagli iscritti sulla base di idee, competenze e proposte. La pluralità dei territori e delle esperienze professionali, aggiunge, dovrebbe essere considerata una risorsa e non stigmatizzata in negativo relegando alcuni fori ad un ruolo subalterno. «Conosco molto bene l’enorme patrimonio economico, produttivo e professionale della Valtellina e della Valchiavenna e il contributo straordinario che i professionisti danno all’intera Lombardia. Proprio per questo ritengo riduttivo e poco lungimirante pensare di rappresentare Sondrio attraverso una contrapposizione tra fori o esigenze e modi di esercitare la professione e considero un errore sul piano istituzionale che un ordine professionale scelga di indicare ai propri iscritti chi votare, anziché lasciare che siano loro a valutare le idee, le proposte e le persone« afferma.

La rappresentanza della Valtellina e della Valchiavenna, conclude, può essere rafforzata attraverso una Lombardia forense «unita e coesa», non attraverso la contrapposizione tra territori.

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