Chiuro: un convegno per discutere il prezzo equo del latte

HonestFood propone un modello etico ispirato al Fairtrade. L’idea è creare un disciplinare tecnico per valorizzare la materia prima.Si punta a un accordo di filiera che riconosca i costi delle terre alte.

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Chiuro

Portare agli allevatori il 40% del prezzo del latte di montagna venduto sullo scaffale. È un obiettivo ambizioso, ma raggiungibile quello indicato da HonestFood, l’associazione nata nel 2023 per promuovere un modello di filiera agroalimentare etico, trasparente e sostenibile, durante il convegno “Quanto vale il latte di montagna” organizzato giovedì mattina a Chiuro. Il confronto tra produttori, distribuzione e ricercatori, davanti a una folta platea di allevatori, rappresentanti del mondo agricolo e imprenditoriale, ha messo al centro la remunerazione di chi lavora nelle terre alte, garantendo anche un presidio sociale e la cura del territorio, di cui beneficia il turismo. Un’attività che, per continuare, deve consentire a chi la svolge di vivere del proprio lavoro.

«L’obiettivo è avviare un confronto e un percorso finalizzati a garantire che il 40% del prezzo allo scaffale del latte di montagna venga riconosciuto agli allevatori» ha auspicato Giacomo Pedranzini, ideatore e anima di HonestFood. La prospettiva è costruire un accordo di filiera, ancora da definire, seguendo le esperienze dell’associazione con Crai sull’olio extravergine e di Fairtrade in Francia sul latte. Il punto è riconoscere i maggiori costi della montagna mantenendo un prezzo equo ma accessibile per chi acquista.

Per spiegare questa esigenza, Pedranzini ha proposto un confronto storico. Dalla metà degli anni Settanta al 2018, secondo i dati illustrati, la produzione annua di una vacca di razza bruna è passata da 3.500 a 7.500 litri: il 114% in più. Il prezzo alla stalla, espresso a valori comparabili, è sceso invece da 95 a 42 centesimi al litro, con una riduzione del 56%, mentre quello al supermercato è aumentato del 6%. Nel quadro presentato da Mirco De Vincenzi e Francesco Branchi di Clal, aggiornato al 15 ottobre 2026, il prezzo alla stalla in Lombardia è indicato in 48,5 centesimi al litro.

«Il valore non è sparito: si è spostato lungo la filiera - ha sintetizzato Pedranzini -. Non siamo qui per puntare il dito contro nessuno, ma per trovare soluzioni». Soluzioni che richiedono il coinvolgimento di tutti, consumatori compresi, con maggiore consapevolezza del rapporto tra costi e prezzi.

Il lavoro sull’olio, sviluppato con il supporto dell’Osservatorio HonestFood–LIUC Business School e il coinvolgimento di Crai, offre un riferimento. Roberta De Natale, direttrice Qualità e Sostenibilità di Crai Secom, ha annunciato l’arrivo sugli scaffali della bottiglia certificata HonestFood a dicembre. L’intenzione è sviluppare un disciplinare tecnico anche per il latte di montagna.

A sostenerlo sarà la ricerca dell’Osservatorio sul sistema latte. Una materia prima che diventa latte alimentare, yogurt, formaggi freschi o stagionati: prodotti con costi, tempi e lavorazioni diversi. «La sfida è creare maggior valore per ogni litro di latte prodotto, garantendo una maggiore remunerazione agli operatori della filiera, in primis agli agricoltori e allevatori» ha spiegato la direttrice Chiara Mauri, richiamando anche la riduzione dell’impatto ambientale e il miglioramento del benessere animale.

Una possibile risposta arriva dall’esperienza francese sul latte illustrata da Paolo Pastore, direttore generale di Fairtrade Italia. Il modello Fairtrade/Max Havelaar prevede un prezzo minimo di acquisto, calcolato per territorio e aggiornato annualmente, con accordi di almeno tre anni che impegnano anche trasformatori e distribuzione. Nel caso presentato, il minimo è di 52,8 centesimi al litro in montagna e 46,5 in pianura: circa sei centesimi di differenza. Si aggiunge un premio per progetti collettivi, deciso dai produttori. «Una migliore remunerazione deve consentire di attuare la transizione agroecologica – ha ricordato Pastore -. L’alleanza con HonestFood siglata quest’estate apre il confronto su come adattare il percorso alla montagna lombarda».

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