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Lunedì 07 Settembre 2026
Lecco è la provincia dove si lavora di più in Italia: 265 giorni retribuiti
Nel 2024 il territorio lecchese registra il dato più alto del Paese, quasi 19 giornate oltre la media nazionale. Retribuzione media annua di 27.788 euro, sesta in Italia.
Lettura 2 min.Lecco
A Lecco si lavora più che in qualsiasi altra provincia italiana. Nel 2024, infatti, sono state registrate in media 265,4 giornate retribuite per lavoratore, il valore più alto del Paese, contro una media nazionale di 246,5: quasi 19 giorni in più nell’arco di un anno. Il dato emerge dall’analisi dell’Ufficio studi della Cgia, elaborata sulle statistiche Inps, e colloca il territorio lecchese davanti a Biella, con 263,9 giornate, Vicenza con 263,4, Monza-Brianza con 263,3 e Lodi con 262,8. Il primato sul fronte della continuità lavorativa si accompagna a retribuzioni tra le più elevate d’Italia. Con una media annua lorda di 27.788 euro, Lecco occupa infatti il sesto posto nella graduatoria nazionale degli stipendi dei lavoratori dipendenti considerati dall’indagine.
Davanti ci sono Milano, con 35.670 euro, Monza-Brianza con 29.576, Parma con 28.747, Modena con 28.731 e Bologna con 28.672 euro. Subito dietro Lecco si colloca invece Reggio Emilia, a 27.772 euro. La retribuzione media giornaliera lecchese è pari a 104,72 euro. I numeri restituiscono la fotografia di un territorio caratterizzato da un’elevata intensità e continuità del lavoro. Secondo la Cgia non è casuale che ai primi posti per numero di giornate retribuite compaiano Lecco, Biella, Vicenza, Monza-Brianza e Lodi. Si tratta di realtà storicamente ad alta vocazione manifatturiera, nelle quali è significativa la presenza di imprese di medie e grandi dimensioni che, in molti casi, lavorano a ciclo continuo. Una struttura produttiva che contribuisce quindi a mantenere elevato il numero di giornate retribuite nell’arco dell’anno.
La distanza dalla media nazionale è consistente: le 265,4 giornate di Lecco superano infatti di 18,9 le 246,5 registrate complessivamente in Italia. E il confronto con le province in fondo alla graduatoria rende ancora più evidente l’ampiezza delle differenze territoriali: Rimini si ferma a 212 giornate, Nuoro a 205 e Vibo Valentia a 195. Tra Lecco e quest’ultima ci sono quindi 70,4 giornate retribuite di differenza nell’arco di dodici mesi. Lecco si distingue anche rispetto alle province vicine. Como, con 255,9 giornate retribuite, è al 26esimo posto nazionale, mentre Sondrio, con 240,6, scende al 58esimo. Milano registra invece 258,8 giornate e occupa la quindicesima posizione. Il Lecchese presenta dunque un valore superiore di quasi dieci giornate rispetto a Como e di oltre 24 rispetto a Sondrio. Anche sul versante delle retribuzioni il territorio si colloca nettamente sopra la media italiana. I 27.788 euro lordi annui di Lecco sono 3.302 euro in più rispetto ai 24.486 euro nazionali. A
ll’interno della Lombardia il primato resta però saldamente a Milano, dove la retribuzione media supera quella lecchese di quasi 7.900 euro annui. Monza-Brianza precede a sua volta Lecco di circa 1.800 euro. Il quadro provinciale si inserisce in quello di una Lombardia che presenta i livelli retributivi e di produttività più elevati del Paese. La regione registra una retribuzione media annua di 30.384 euro, la più alta d’Italia, mentre sul fronte della produttività, misurata attraverso il valore aggiunto per ora lavorata, è seconda con 51,18 euro, il 18,5% sopra la media nazionale. Un dato, quest’ultimo, riferito al 2023, ultimo anno disponibile, che conferma il legame evidenziato dalla Cgia tra struttura produttiva, produttività e livelli salariali.
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