Lecco, Irpef da record: sesta provincia in Italia per tasse versate

Secondo l’analisi della Cgia di Mestre sui redditi 2024, ogni contribuente lecchese versa in media 6.733 euro di Irpef all’anno. La provincia è quarta in Italia per reddito dichiarato, con 29.906 euro medi, quasi 4.100 in più rispetto alla media nazionale.

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Lecco

A Lecco si guadagna di più, ma si pagano anche più tasse. La nostra provincia, infatti, si colloca, infatti, al sesto posto in Italia per Irpef media versata dai contribuenti, con 6.733 euro all’anno: quasi mille euro in più rispetto alla media nazionale di 5.788 euro - un dato che riflette il livello dei redditi dichiarati sul territorio. È quanto emerge dall’ultima analisi dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre, elaborata sui dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze relativi all’anno d’imposta 2024. A guidare la graduatoria nazionale è Milano, con 9.066 euro per contribuente, seguita da Roma (7.536 euro), Monza e Brianza (7.100 euro), Bolzano (6.975 euro) e Bologna (6.846 euro).

Il territorio lecchese precede invece Como, dove l’imposta media si attesta a 6.318 euro, Bergamo (6.109 euro) e Sondrio (5.233 euro). Il divario rispetto a Milano è di 2.333 euro, mentre i contribuenti lecchesi versano mediamente 415 euro in più rispetto a quelli comaschi, 624 euro in più rispetto ai bergamaschi e 1.500 euro in più rispetto ai sondriesi. Il posizionamento di Lecco nella graduatoria nazionale trova riscontro anche nei livelli di reddito dichiarati: con una media di 29.906 euro per contribuente, la provincia occupa il quarto posto in Italia, superando Bolzano, dove il reddito medio si attesta a 29.846 euro, e Roma, con 28.643 euro. Davanti a Lecco figurano soltanto Milano, con 34.803 euro, Bologna, con 30.686 euro, e Monza e Brianza, con 30.578 euro. A fronte di un reddito complessivo medio italiano di 25.816 euro, quello lecchese risulta superiore di 4.090 euro, mentre sul versante fiscale la differenza rispetto alla media nazionale è di 945 euro per contribuente.

A spiegare la corrispondenza tra redditi elevati e maggiore imposizione fiscale è il principio di progressività dell’Irpef: il sistema tributario italiano prevede infatti aliquote crescenti all’aumentare del reddito imponibile, con un’incidenza dell’imposta generalmente superiore per i contribuenti che dichiarano redditi più consistenti. La maggiore Irpef versata nelle province del Nord non dipende, dunque, necessariamente da una tassazione territorialmente più elevata, ma riflette soprattutto la distribuzione dei redditi. All’estremo opposto della graduatoria si collocano prevalentemente le province meridionali, caratterizzate da redditi dichiarati sensibilmente inferiori. A Crotone l’Irpef media è di 3.867 euro, a Vibo Valentia di 3.836 euro, mentre nel Sud Sardegna scende a 3.743 euro e a Ragusa raggiunge il valore minimo nazionale di 3.689 euro. Si tratta, tuttavia, di un minore prelievo che non corrisponde necessariamente a una condizione economica più favorevole. Al contrario, come evidenzia l’Ufficio studi della Cgia di Mestre, le aree in cui si pagano meno imposte coincidono generalmente con quelle caratterizzate dai redditi più bassi, confermando la persistenza di divari economici e territoriali tra Nord e Sud del Paese.

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