Metalmeccanica Confapi, via libera al rinnovo: aumenti oltre l’inflazione e più tutele per i lavoratori

Siglato il rinnovo del contratto nazionale Unionmeccanica-Confapi con Fiom, Fim e Uilm: previsti aumenti salariali fino a 200 euro a regime, un incremento complessivo del 9,32% nel quadriennio 2025-2028 e welfare aziendale portato a 250 euro. Nel Lecchese l’accordo interessa circa 8.500 addetti

Lettura 3 min.

Lecco

Aumenti retributivi di 200 euro a regime, che secondo i sindacati porteranno sul quadriennio 2025-2028 a un montante complessivo di 5.370 euro e un rinnovo con un aumento del 9,32%, più alto dell’Ipca-Nei prevista al 7,2% nello stesso periodo, con 45.5 euro riconosciuti in aumento oltre all’inflazione prevista. Più nuovi aumenti sul welfare che passa da 200 a 250 euro.

Sono alcuni fra gli aspetti più rilevanti che riguardano la parte economica del rinnovo del contratto nazionale di lavoro siglato il 4 giugno fra Unionmeccanica/Confapi e Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil. L’accordo, coinvolge 450mila lavoratori a livello nazionale e 8.500 nel Lecchese secondo il dato confermato da Confapi riguardanti aziende iscritte e anche non iscritte all’associazione che applicano il contratto Unionmeccanica sul territorio.

Lavoratori del Lecchese assunti in piccole imprese ma anche nelle realtà più significative. Fra queste Elemaster, Gilardoni Vittorio, Cama, Fomas, Officine Nicola Galperti, Galperti Engineering, Growermetal, Colombo New Scal, Torneria Automatica. “Ma sottolineo – afferma il presidente di Unionmeccanica, Luigi Sabadini - la parte più innovativa di questo contratto che sta in due pagine poste in premessa: prima di tutto abbiamo concordato sui pilastri, sull’etica che ci deve portare a declinare il contratto di lavoro. Abbiamo voluto mettere nero su bianco l’intento comune di valorizzare il lavoro nelle persone e nelle aziende”.

Qual è stato il clima di questa nuova contrattazione?

Siamo arrivati a questo accordo con i sindacati in un clima di confronto civile, educato, moderato nei termini. Ma ciò che mi ha lasciato ben disposto è stata la pacatezza e la ragionevolezza avuta in tutti i confronti con ogni sigla sindacale, ottimi negoziatori e persone di livello. Certo, le posizioni non erano concilianti e per questo la trattativa si è protratta a lungo. Nella realtà la parte economica sta confliggendo con un quadro generale di nuova esplosione dell’inflazione, quindi abbiamo dovuto centellinare con cura ogni aspetto relativo agli aumenti. Ed è stato un grande lavoro anche metter mano alla parte normativa.

La parte più complessa?

L’intera contrattazione ha comportato una procedura estremamente complessa, in un’attenzione dovuta visto che sulla stesura di singoli articoli, dove anche solo sul posizionamento di una virgola si possono anche poi aprire vertenze. Con la mia formazione da ingegnere, una faticaccia. Quello sulla contrattazione sempre un lavoro in fieri, nuove commissioni inizieranno a studiare quello che sarà il prossimo rinnovo del 2029, però ora dico che abbiamo messo un tassello importante anche nelle modalità di contrattazione e ne sono orgoglioso. Lo sarei stato ancor di più se avessi raggiunto tutti gli obiettivi che mi ero prefissato.

Cos’avrebbe voluto di più o di diverso?

Su più capitoli avrei voluto introdurre soglie dimensionali di applicazione. Avrei voluto rivedere ogni punto e stabilire cosa andasse bene per tutte le aziende e cosa per quelle più piccole. Non nell’ottica di fare due contratti bensì di un contratto bivalente, differenziato. L’idea è quella di avere iniziato a mettere in atto un contratto che copre una gamma amplissima di attività e di casistiche aziendali una sorta di dimensionalità per l’applicazione delle clausole. Non è pensabile che ciò che è adatto a un’azienda di 10 persone possa andare bene a una che ne ha centinaia, e viceversa. Il nostro contratto copre tutta la classe dimensionale della metalmeccanica, quindi ho iniziato a far passare l’idea che ci debba essere un’ottica sia di semplificazione normative sia di agevolazione per le piccole aziende. In tal senso avrei voluto ottenere molto di più, nel nuovo contratto c’è qualche declinazione di questa idea, non proprio tutto quello che volevo. Ma in proposito c’erano sensibilità molto diverse anche fra le sigle sindacali.

Un contratto più attrattivo anche per i giovani che guardano al lavoro nelle imprese metalmeccaniche?

E’ un contratto molto tutelante. Nella nostra ottica della metalmeccanica, in cui l’industria manifatturiera non trova molto appeal, possiamo dimostrare che ci sono vantaggi nel lavorare con noi. E’ un altro modo per leggere la nuova contrattazione. A cascata, ogni concessione normativa è comunque un costo ma si è cercato di andare a lavorare sugli aspetti che impattano sui più deboli e fragili. Quindi nuove scelte di investimento sono state fatte su nuove misure per malati oncologici, invalidi, conciliazione vita-lavoro. Sono aspetti importanti di attenzione. I nuovi aumenti arrivano con una previsione in aumento per inflazione, costi energetici e anche tassi di interesse, fattori che colpiscono parecchio anche le imprese. Sì, la parte economica è caduta in un frangente in cui si sta sconvolgendo tutto, con il riaccendersi dell’inflazione e dei costi energetici. Noi già dallo scorso luglio abbiamo affrontato il primo pezzo della parte salariale, (per gli aumenti del 2025 e 2026, nda) ora abbiamo completato in relazione ai prossimi due anni. Consideri che tutto va sotto il cappello dell’Indice Ipca, per cui il nostro è uno dei pochi contratti che comunque salvaguardia il potere d’acquisto in quanto si va a trattare degli aumenti sui minimi che possono essere modificati dall’andamento dell’inflazione.

Quali sono state le misure più impegnative in relazione al mercato del lavoro?

Nella parte normativa sono rilevanti le misure sul mercato del lavoro con la clausola di stabilizzazione, la misura per normare lo staff leasing e i subappalti. Sullo staff leasing dobbiamo ancora vedere il giudizio da parte del legislatore europeo, tuttavia noi ci siamo già espressi in modo concreto sulla stabilizzazione. Sullo staff leasing c’è un aspetto delicato, visto che non si capisce bene che fine farà la somministrazione a tempo indeterminato. Per una parte di giurisprudenza non avrebbe titolo di esistere. Sta di fatto che per ora la nostra normativa lo consente e quindi ci siamo posti durante la contrattazione la questione su cosa fare per chi comunque l’ha in corso. Quando ci diranno che lo strumento non è più accettato dall’Ue non lo si farà più. Quel punto è stato complicato.

© RIPRODUZIONE RISERVATA