Elezioni ultimi giorni affluenza decisiva

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Nell’intervallo tra il primo e il secondo tempo della partita per lo scettro municipale ritengo che il primo rischio che si debba evitare è sia di incartarsi in analisi ideologiche, statistiche e calcoli da bottega sia soprattutto schivare cattive imitazioni del mago Othelma. Rinnovo il mio apprezzamento ai colleghi del giornale, della tv e del sito che si sono mossi da servizio pubblico dando voce anche all’ultimo dei Mohicani. Ora al palio delle contrade interessa il cavallo che vince, con Filippo Boscagli che guida la corsa e Mauro Gattinoni che rincorre con il fiato sul coppino.

Allora preferisco pescare dai fogli d’appunti qualche sassolino o perla che, secondo me, non possono essere lasciati in pasto alla pizzeria di turno e che ospita spesso gli addetti dopo i loro conciliaboli.

Spicca quell’apparentamento sballottato per qualche giorno senza che ci fossero le condizioni tecniche e politiche perché diventasse un fattore elettorale dirimente. Il gruppo d’opinione, quell’Orizzonte con candidato Mauro Fumagalli, s’è rivelato un modesto catalizzatore di consensi a trazione Appello per Lecco con Corrado Valsecchi che si può giurare non voterà mai per Gattinoni (si morde ancora le mani per l’appoggio nel 2020) del quale è stato per 6 anni il più fiero oppositore coagulando intorno a sé consiglieri del centro destra.

L’apparentamento non è una pacca sulla spalla al bar, ma un accordo politico e notarile nel quale si contrattano più i posti che le idee e sull’illusione che poi le truppe nel segreto dell’urna rispettino gli ordini di scuderia. A tale proposito, a me cascano le braccia quando sento l’ormai fatidica formula “lasciamo liberi i nostri elettori”, dove quell’aggettivo possessivo stona, sconfinando nell’ossimoro perché il cosiddetto voto d’opinione è agli antipodi rispetto alle filiere clientelari e partitiche. Neppure Togliatti e De Gasperi si esprimevano in questi termini, pur avendo un certo controllo del proprio popolo. E Bettino Craxi si limitava a suggerire la cabina del mare invece di quella elettorale.

La verità è che i due contendenti si devono guadagnare sul campo un consenso che parte dal verdetto del 24 maggio ma nel ballottaggio incontra variabili legate all’afflusso alle urne e anche dal meteo, dal fine settimana e dalle vacanze prenotate. Non dimentichiamo che già al primo turno hanno votato sei lecchesi su dieci e la canonica percentuale di affluenza del 50% è dietro l’angolo il 7 e l’8 giugno.

Dove si orienteranno poi le due costole ribelli della Lega è un mistero glorioso, anche se il loro perimetro non credo possa confinare con AVS, Ambientalmente e PD. Tra le varie intrecciate dichiarazioni ne è spuntata una manifestata dal sindaco uscente che sostiene virtuoso il cambio di tre segretari comunali nel corso di un mandato. Ecco, questo è un punto sul quale i contendenti devono misurarsi. Io sostengo, al contrario, che la continuità sia un valore sia in termini di solidità della struttura, sia di conoscenza dei dossier, sia per garantire relazioni istituzionali non fluide. Cito l’esempio delle categorie economiche dove gli attuali direttori travalicano il mandato dei presidenti e sanno coniugare tradizione e innovazione, a beneficio dei dipendenti e degli associati.

E se l’esempio locale non bastasse, cito il politologo Edgard Morin, scomparso a 104 anni qualche giorno fa. Sosteneva: “Se un aereo precipitasse con Governo e Parlamento francesi, in un mese si potrebbe procedere al ricambio. Se invece ne precipitasse uno con a bordo i 100 migliori servitori dello Stato, non basterebbero dieci anni per ricostruire la dirigenza del Paese”. Gattinoni, se dà un occhio al suo curriculum, dovrebbe averne contezza. Ancora: io spenderei gli ultimi giorni per anteporre plasticamente le soluzioni dei singoli problemi lasciando le visioni alle pagine del programma e alla linea che sarà varata dopo l’eventuale incoronazione.

Ci sono altre carte da giocare nell’ultima mano della partita: i vigili di quartiere, un numero verde che risponda ai cittadini – specie gli anziani e gli abitanti dei rioni – raccolga le segnalazioni e sappia intervenire in tempi rapidi e mettere una toppa là dove si può. E una mia fissazione: ritengo che i lecchesi apprezzerebbero assai di essere informati tempestivamente sull’andamento dei cantieri aperti. Invece di tenerli in ballo tra annunci e rinvii in una sorta di silenzio minaccioso, perché non allestire un pannello che in tempo reale aggiorni i cittadini sui lavori in corso, comprese le ragioni di eventuali ritardi? Viviamo in una realtà nella quale quando si parla di infiltrazioni non ci si riferisce a quelle mafiose, bensì a quelle che reclamano un idraulico.

E perciò se in questa città del lavoro, in grado di mettere insieme le generazioni e trattenere i suoi giovani talenti, ciascuno facesse la sua parte senza sproloquiare ma stando sul pezzo state certi che quella famosa Lecco strategica sul piano geografico tornerà ad essere una fucina e un faro oltre i ponti e i suoi confini.

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