Cronaca / Merate e Casatese
Mercoledì 06 Maggio 2026
Ciclista di Monticello travolto e ucciso, ai domiciliari l’autista
Disposti gli arresti domiciliari per il 58enne che ha investito il ciclista 82enne Pietro Monti: sostiene di soffrire di vuoti di memoria. L’uomo, a cui era già stata ritirata la patente dopo un incidente, resta indagato per omicidio stradale aggravato dalla fuga e omissione di soccorso
Lecco
Sostiene di soffrire da tempo di amnesie, e di non ricordare nulla di quanto avvenuto prima di travolgere al volante della sua Citroen Berlingo il povero Pietro Monti, ciclista 82enne di Monticello Brianza ucciso domenica 3 maggio mentre pedalava in comitiva lungo la strada provinciale numero 13 ad Agrate Brianza, nel monzese. Dei presunti vuoti di memoria, anche relativamente alla dinamica dell’incidente, secondo la versione dell’uomo indagato per omicidio stradale aggravato dalla fuga e omissione di soccorso, il 58enne Mauro Tomirotti, incensurato di San Donato Milanese. Nei suoi confronti, il gip del tribunale di Monza Elena Sechi, dopo l’udienza di convalida dell’arresto, ha disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari, così come chiesto dal sostituto procuratore Alessio Rinaldi.
La gip, nella sua ordinanza restrittiva, ha evidenziato che queste amnesie di cui l’uomo dice di soffrire non sono documentate da alcuna documentazione medica e che l’approccio complessivo dell’automobilista in relazione a quanto accaduto appare piuttosto “opaco” e connotato da “scarsa consapevolezza” della gravità del fatto. Quella degli arresti domiciliari nella sua casa di residenza nell’hinterland di Milano, comunque, è apparsa al magistrato come la misura più idonea a salvaguardare le esigenze cautelari. Gli inquirenti monzesi, peraltro, sono in attesa di ricevere gli esiti degli esami compiuti sul sangue del 58enne, per riscontrare la presenza o meno di sostanze stupefacenti o sedative. Tomirotti ha dichiarato di non assumere abitualmente farmaci, anche se sarebbe stato trovato in possesso di alcune compresse di tranquillante.
L’investimento di Monti, pensionato appassionato di montagna e bicicletta, è avvenuto di mattina. La Citroen, che viaggiava in direzione Melzo, lo ha centrato in pieno su un cavalcavia, riportando danni evidenti a parabrezza e parte sinistra del cofano. Ha sfiorato tre ciclisti, tutti del casatese, e ha preso il quarto della fila, l’82enne Monti, il cui decesso è stato dichiarato alle 14 dai medici dell’ospedale di Vimercate. Poi ha proseguito la marcia per 230 metri, arrestandosi in un punto in cui non dava intralcio al traffico. Per quella distanza, è stato seguito da un brigadiere dei carabinieri fuori servizio (operativo presso la stazione dell’Arma di Fino Mornasco, in provincia di Como), che si trovava a passare di lì proprio in quel momento. Il militare gli avrebbe suonato più volte il clacson, ma il 58enne, che era in macchina con la madre anziana, ha fermato l’auto più avanti. L’indagato si difende dicendo di essersi voluto fermare in un punto ritenuto sicuro per chiamare i soccorsi, e di non aver avuto intenzione di scappare.
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