Accuse incrociate e veleni, le ultime ore prima del voto a Lecco

Da destra si rimprovera a Gattinoni di essere stato offensivo, da sinistra proteste per i video di Castelli e Zamperini

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Lecco

Due cose segnalano quanto sia ormai prossimo il ballottaggio del 7 – 8 giugno per le comunali di Lecco: lo scorrere dei giorni e l’incremento delle provocazioni tra le due coalizioni rimaste in campo.

Nella giornata di mercoledì a poche ore di distanza sui social sono stati diffusi due video che hanno suscitato la rabbia dello schieramento avversario.

Sui social del Partito democratico è stato pubblicato un video della “Marisa”, figura satirica interpretata dall’attrice candidata con i dem Sabrina Corabi, in cui, come evidenziato dai commenti, in tanti hanno visto una forma per ridicolizzare i sostenitori di Filippo Boscagli, candidato sindaco del centrodestra. Poco dopo, ha iniziato a rimbalzare il video in cui Roberto Castelli sosteneva che “la stragrande maggioranza” dei 100 firmatari del manifesto per Gattinoni fanno parte del mondo statale o del terzo settore, «cioè del mondo che non si deve svegliare la mattina e capire come fare per sbarcare il lunario». «Tra coloro – ha reagito il centrosinistra - che vengono presi di mira figurano personalità che hanno speso una vita nel volontariato, nell’associazionismo, nella cultura, nel sociale, nella scuola e al servizio della comunità lecchese. Filippo Boscagli, che ha ricevuto ufficialmente l’appoggio di Francesca Losi, Castelli e del loro partito, condivide le parole e la visione espresse da Roberto Castelli? Condivide l’idea che il valore dei cittadini possa essere misurato dal mestiere che svolgono?».

Giovedì mattina è stata la destra a reagire dopo che, nell’ultima parte del dibattito organizzato dal gruppo Enova, Mauro Gattinoni ha usato il termine “accozzaglia” per descrivere la coalizione di Boscagli.

«Un termine dispregiativo – ha sottolineato Carlo Piazza, capolista della Lega - che noi non abbiamo mai utilizzato nei confronti dei nostri avversari, nonostante da settimane ci interroghiamo sulle profonde contraddizioni che convivono all’interno della coalizione che sostiene Mauro Gattinoni. Che fine ha fatto la tanto annunciata “campagna gentile” che avevano promesso ai lecchesi? Dove sono finiti il rispetto e il confronto civile che avrebbero dovuto caratterizzare questa fase politica?».

La giornata si è poi conclusa con l’intervento del centrosinistra contro un altro video sui social diffuso, e poi rimosso, da Giacomo Zamperini in cui il consigliere regionale di Fdi accusava Gattinoni di «passare le giornate a molestare ragazzini al Nameless piuttosto che signore anziane in viale Turati, elemosinando voti».

«È l’ennesimo assaggio di una campagna elettorale dove la coalizione anti Gattinoni non ha parlato un solo giorno di programmi ma si è prodigata tra false informazioni, contraddizioni, giravolte dell’ultimo minuto, idee confuse» ha attaccato il Partito democratico.

Nelle stesse ore, Gattinoni ha anche incassato il sostegno, sempre tramite un video social, del sindaco di Genova Silvia Salis.

Infine, a far da contraltare alle cento firme a sostegno di Gattinoni ecco i 111 sostenitori per Boscagli. Si va dall’imprenditore Guido Baggioli all’ex presidente della Fondazione comunitaria Maria Grazia Nasazzi. Dal commerciante Marco Berera all’ex questore Fabrizio Bocci. Dallo chef stellato Enrico Derflingher al direttore d’orchestra Roberto Gianola. E poi il presidente della Cdo Lecco-Sondrio Marco Giorgioni, il presidente uscente di Confcommercio Lecco Antonio Peccati, l’ex presidente della provincia Daniele Nava e il campione olimpico Antonio Rossi.

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