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Lunedì 15 Giugno 2026
Lecco, verso la nuova giunta: sei assessori sicuri, tre posti da assegnare
Boscagli lavora ad una squadra di nove assessori. Sicuri Brigatti, Caterisano (FdI), Piazza, Bettega (Lega), Cesana e Fortino (Civica). Ipotesi Rota, Fiocchi e Meles
Lettura 2 min.Lecco
Quattro assessorati a Fratelli d’Italia, tre alla Lega, due alla civica e presidenza del consiglio comunale per Forza italia. Sono questi i contorni dello schema di massima da cui partiranno le interlocuzioni tra i partiti del centrodestra nella settimana cruciale per la costruzione della giunta di Filippo Boscagli. La sfida è risolvere il rebus centrando contemporaneamente due risultati: comporre la squadra “migliore possibile” per il governo della città e rispettare i pesi tra i partiti, nonché all’interno di ciascuno, emersi dalle comunali.
Equilibri
Lo scenario più probabile, al momento, prevede quattro assessorati per Fratelli d’Italia, partito più votato della maggioranza. Due di questi quattro posti andranno quasi certamente a Marco Caterisano e Simone Brigatti. Quest’ultimo, in particolare, dovrebbe ottenere la delega al bilancio e forse anche quella alla sicurezza, ovvero gli stessi due argomenti al centro del suo lavoro degli ultimi mesi come consigliere provinciale di maggioranza, un posto che dovrà lasciare (nel consiglio di Villa Locatelli subentrerebbe per gli ultimi tre mesi di mandato il leghista Stefano Simonetti).
Il terzo posto è destinato a Paolo Fiocchi, figlio dell’europarlamentare Pietro e secondo candidato più votato della coalizione con 404 preferenze.
Per il quarto invece i nomi in gioco sono quelli di Emilio Minuzzo, al terzo mandato in consiglio comunale, e Alessandra Rota, storica militante meloniana. Nonostante sia la più votata tra le candidate del centrodestra, non ci dovrebbe essere posto per Loredana Colella, esponente di un’area di Fdi vicina a quella a cui fa riferimento Caterisano. Ad incidere sul ballottaggio tra Minuzzo e Rota sarà anche la norma sulla rappresentanza di genere, per cui quattro assessorati su nove devono essere destinati a donne, e di conseguenza la posizione che assumerà Forza italia.
Con Fiocchi e Minuzzo fra giunta e consiglio, il ruolo di capogruppo di FdI potrebbe toccare a Gianluca Bezzi, già assessore provinciale e fra i più vicini al sindaco Boscagli.
Presidenza
Destinare Virginia Tentori non ad un assessorato ma alla presidenza del consiglio comunale, ruolo che la commissaria cittadina degli azzurri ha già ricoperto in passato, permetterebbe di innanzitutto di distribuire le tre cariche più importanti dell’aula tra i tre partiti della coalizione.
In questo modo, inoltre, gli azzurri sarebbero rappresentanti solo da Tentori e da Giovambattista Caravia e non ci sarebbe l’ingresso in consiglio di Antonio Piazza, un’eventualità che suscita diversi dubbi tra gli alleati per ragioni di opportunità. L’ex presidente di Aler Lecco, infatti, nel 2012 era finito al centro di un episodio di cronaca quando aveva tagliato le gomme dell’auto di un portatore di handicap.
Se però alla fine Tentori entrasse in giunta, magari con una delega tra lavori pubblici e ambiente viabilità, Minuzzo è da più parti considerato un ottimo profilo per gestire i lavori dell’aula da presidente.
Di contro, in questo scenario sarebbe necessario liberare un posto in giunta per Virginia Tentori.
Al momento appaiono saldi sia Lorella Cesana allo sport e Angela Fortino all’istruzione in quota civica sia i leghisti Carlo Piazza all’urbanistica (vicesindaco designato) e Cinzia Bettega, alla settima consiliatura, per la cultura. Tentori potrebbe quindi prendere il posto della terza casella in origine destinata al Carroccio, rispetto alla quale circola il nome di Francesca Meles, ex membro del cda di Linee Lecco, per ambiente e viabilità.
Per chiudere il cerchio, cosa che dovrà avvenire entro il primo consiglio comunale previsto a fine mese, sarà decisiva l’abilità di mediazione e la concretezza del sindaco Boscagli, il quale, secondo quanto risulta al momento, non dovrebbe chiedere la nomina di assessori esterni come Richard Martini o Alberto Lanfranchi.
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