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Venerdì 24 Aprile 2026
«Teatro, ansia di aprire. E ora il ricorso»
Le sale attigue alla piccola Scala non sono finite e la ditta appaltatrice chiede al Comune 500mila euro extra Boscagli (FdI): «Si voleva fare propaganda». Ma Colombo (Patto per il Nord): «Non è colpa loro, ma delle regole»
Lecco
Sulla vicenda del ricorso di Neocos contro il Comune di Lecco sui lavori al teatro della società non tutti gli avversari del sindaco Mauro Gattinoni alle prossime comunali hanno lo stesso parere. Secondo quanto emerso nelle scorse ore, nel dettaglio, il teatro vero e proprio è funzionante e collaudato mentre gli spazi intorno al teatro vero e proprio, cioè uffici, ridotto e sale attigue, non sono finiti, e di conseguenza non sono collaudati, e non si sa quando lo saranno perché l’impresa novarese titolare dell’appalto ha intentato una causa contro palazzo Bovara chiedendo, tra l’altro, il riconoscimento di ulteriori 503mila euro.
«Quest’amministrazione – attacca Filippo Boscagli, candidato sindaco del centrodestra – ha solo l’ansia di fare propaganda, tanto più a ridosso delle elezioni. Loro pretendevano di poter usare il teatro per la campagna elettorale. Il risultato è che ci troviamo da un lato con un teatro che non ha finito l’iter amministrativo, quindi aperto senza collaudo, e dall’altro l’ennesimo ricorso causato dalla mancanza di dialogo di quest’amministrazione».
La presa di posizione di Boscagli è diversa da quella di Giovanni Colombo, candidato sindaco di Patto per il Nord. «Per chi conosce e vive il settore dei lavori pubblici di mestiere, - spiega Colombo - è evidente che puntare il dito contro l’amministrazione comunale o contro i dipendenti dell’ufficio tecnico significa fermarsi alla superficie di un problema strutturale. Quello a cui stiamo assistendo a Lecco non è un caso isolato o il frutto di una cattiva gestione locale, ma l’ennesimo, drammatico sintomo di una patologia cronica che affligge tutto il nostro paese». Secondo l’esponente autonomista «il contenzioso, la richiesta di varianti in corso d’opera e il ricorso ai tribunali amministrativi sono diventati per alcuni un vero e proprio modello di business».
«Il Codice degli appalti – conclude Colombo - andrebbe revisionato a tutela delle amministrazioni pubbliche. Serve una selezione più rigorosa all’ingresso, che premi l’effettiva competenza tecnica e non l’aggressività legale. Finché non cambieremo le regole del gioco per proteggere chi amministra il bene pubblico, continueremo a vedere cantieri bloccati, ricorsi al Tar lunghi mesi, costi che lievitano». Nelle scorse ore si era espressa anche Francesca Losi, candidata sindaco di Partito popolare del Nord, che ha sottolineato come «a fronte del contenzioso che è nato tra appaltatore e Comune, il collaudo finale sul teatro rischia di vedere la luce alle calende greche, con possibili rischi per la sicurezza di chi fruisce della struttura» e ha ricordato che «è responsabilità del sindaco garantire la sicurezza della struttura».
Proprio il sindaco Mauro Gattinoni è stato destinatario di una diffida formale da parte di Corrado Valsecchi di Orizzonte per Lecco, l’altra lista in campo con Mauro Fumagalli come candidato sindaco. In particolare, Valsecchi ha denunciato tra l’altro l’esistenza di «prescrizioni di enti diversi» nell’ambito dei verbali finali delle riunioni della commissione comunale di vigilanza sui locali di pubblico rimaste “inevase” da parte di palazzo Bovara. Come spiegato dall’amministrazione, è sulla base di quei verbali che è stata data l’agibilità all’area della platea e dei palchi.
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