Lavoro, in provincia di Sondrio un colloquio su tre resta senza candidati

La provincia di Sondrio si conferma tra i territori italiani con maggiori difficoltà nel reperire personale: nel 2025 il 33,8% (ovvero oltre 7mila posizioni) delle assunzioni previste è rimasto senza candidati. A incidere sono turismo, carenza di competenze, calo demografico e minore attrattività di alcune offerte di lavoro

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Sondrio

Lavoro, nel 2025 è andato deserto più di un colloquio su tre in Provincia di Sondrio.

L’ultima analisi della Cgia di Mestre sui dati del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro conferma ancora una volta non solo come la Valtellina debba fare i conti con il crescente squilibrio tra domanda e offerta di lavoro, ma anche come il fenomeno sia particolarmente accentuato. Sondrio si colloca, infatti, al trentunesimo posto in Italia tra le province con maggiori difficoltà nel reperire personale.

Su un totale di 20.990 entrate previste dalle imprese locali, 7.103 sono risultate senza candidati disponibili, ovvero il 33,8% del totale. Un dato superiore sia alla media lombarda, ferma al 30,7%, sia alla media nazionale del 30,2%.

A guidare la classifica italiana è Trento, dove il 40% delle selezioni di lavoro è andato a vuoto per assenza di candidati. Seguono Aosta (39,5%), Udine (39,1%), Bolzano (38,1%) e Belluno (37,7%). Sondrio si colloca dunque in una fascia alta della graduatoria nazionale, confermando come il problema sia particolarmente sentito anche nelle aree alpine e turistiche.

Il fenomeno riguarda soprattutto territori caratterizzati da una forte presenza di turismo, edilizia, metalmeccanica e servizi collegati all’accoglienza. Settori nei quali le imprese faticano sempre più a trovare personale disponibile o adeguatamente formato. Una situazione che interessa da vicino anche la Valtellina e la Valchiavenna, dove la stagionalità del lavoro turistico e la richiesta di figure tecniche specializzate rendono il mercato particolarmente complesso.

A livello nazionale, la difficoltà di reperimento del personale ha raggiunto dimensioni senza precedenti. Nel 2025, infatti, quasi un colloquio di lavoro su tre è saltato perché nessun candidato si è presentato alla selezione. Le assunzioni andate a vuoto per assenza di candidati hanno superato quota 1,75 milioni, contro le meno di 400 mila registrate nel 2017.

Nel complesso, su 5,8 milioni di assunzioni previste in Italia, quasi 2,7 milioni sono risultate difficili da coprire: nel 30,2% dei casi per mancanza di candidati, nel 13% per preparazione inadeguata e nel restante 3,7% per altri motivi.

Secondo la Cgia, le cause sono molteplici. I giovani oggi attribuiscono maggiore importanza alla qualità della vita, alla flessibilità e alle prospettive di crescita professionale, rinunciando spesso a offerte considerate poco attrattive sotto il profilo economico o organizzativo. A pesare è anche il calo demografico, che riduce il numero di giovani disponibili sul mercato del lavoro, oltre al crescente disallineamento tra le competenze richieste dalle imprese e quelle offerte dal sistema scolastico e formativo.

Non manca poi un problema legato alle modalità di selezione: procedure lunghe, colloqui multipli e tempi di risposta eccessivi finiscono spesso per scoraggiare i candidati, che nel frattempo trovano opportunità alternative.

Per invertire la tendenza, secondo gli analisti, sarà necessario rafforzare il collegamento tra scuola e imprese, investire su formazione e apprendistato e rendere il lavoro privato più attrattivo per le nuove generazioni. Una sfida che riguarda da vicino anche il tessuto produttivo della Provincia di Sondrio, dove la carenza di personale rischia di diventare uno dei principali freni alla crescita economica.

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