Colico, referendum sul “Bitto”: si vota non prima di novembre
Dopo mesi di discussioni, si profila la data del voto. La minoranza critica i tempi, ma l’amministrazione si difende dalle accuse
Dopo mesi di discussioni, si profila la data del voto. La minoranza critica i tempi, ma l’amministrazione si difende dalle accuse
Nessuna delibera, nessuna decisione presa con il voto dei soli consiglieri: i colichesi decideranno il proprio futuro affidando la propria volontà all’ urna. Lo ha deciso il Consiglio comunale accogliendo la proposta delle minoranze
Con l’approvazione della legge regionale, che chiarisce la possibilità di indire un referendum consultivo per cambiare provincia, si accende il dibattito a Colico. Piazza (Lega) e la minoranza chiedono chiarezza: «Ora l’amministrazione non ha più scuse per non ascoltare i cittadini»
Il Consiglio comunale ha rimandato la delibera sulla consultazione popolare proposta dalle minoranze. Il sindaco Gilardi attende l’esito dell’istruttoria avviata dal Ministero dell’Interno
La coordinatrice Silvia Paroli: «Lo sapevano tutti da che parte stavano fin dall’inizio. Ora sia fatta chiarezza e si esca da questa ambiguità. Resta il tentativo maldestro di apparire neutrali ed imparziali. I colichesi hanno diritto alla trasparenza e alla sincerità di chi amministra il paese»
Il sindaco di Colico Monica Gilardi per la prima volta si esprime pubblicamente a favore del passaggio del Comune alla provincia di Sondrio. Gilardi ribadisce che, senza un cambio di posizione da parte del Ministero, il referendum non potrà essere convocato.
Il Comitato “Colico Resta a Lecco” torna all’attacco e chiede un referendum sul passaggio di Colico alla provincia di Sondrio, denunciando un diniego da parte della maggioranza comunale e minacciando il ricorso al Tar in caso di nuovo rifiuto
Il mio scetticismo sui referendum non è certo verso l’istituto di nobile lignaggio democratico, ma sull’uso che se ne è fatto via via sino a sfociare nell’abuso. Inoltre, mi permetto un richiamo personale che risale al 1974, anno nel quale …
L’Italia è l’unico paese al mondo, in cui dalle urne elettorali escono di regola tutti vincitori. Nelle maggiori democrazie è prassi consolidata che lo sconfitto, dopo essersi congratulato con il vincitore, addirittura esca di scena. Da noi, invece, i partiti …
I cinque referendum popolari abrogativi (quattro sul lavoro e il quinto sulla cittadinanza) non sono stati approvati dagli Italiani in quanto ancora non è stato raggiunto il quorum richiesto dall’art. 75 – 4° comma – della Costituzione, il quale recita …
Se Fonzie (ricordate Happy Days, il mitico telefilm anni ’60, che ha sdoganato l’hey sorridente con contestuale alzata di pollici?) non ce la faceva a chiedere scusa, i politici odierni sono fisiologicamente incapaci di ammettere le sconfitte. L’orizzonte politico è …
L’analisi del voto di domenica e lunedì in provincia di Lecco. Lavelli (Azione): «Se la politica continua a portare l’attenzione su questioni che le persone non percepiscono come rilevanti per la loro vita abbiamo un problema». Negri (Fratelli d’Italia): «Quando le élite progressiste tentano di imporre riforme strutturali su temi delicatissimi come lavoro, appalti e cittadinanza senza il consenso…
Il referendum ha mancato di molto la metà più uno degli elettori e quindi è come se non si fosse tenuto. Il referendum non è riuscito a terremotare il governo, che adesso è più in piedi di prima. Il referendum …
In attesa dello spoglio delle schede, sono stati resi noti i numeri dell’affluenza
Referendum abrogativi su lavoro e cittadinanza, alle 23 di domenica sera in provincia di Sondrio l’affluenza si è attestata attorno al 15,4%, con pochi decimali di differenza tra i singoli quesiti. Si tratta del dato più basso tra le province …
I dati delle 19: in Valtellina ha votato poco meno dell’11,5% degli aventi diritto, mentre nel Lecchese è al 17,87%
In Valtellina, a mezzogiorno, si è recato alle urne il 5,16% degli aventi diritto. Va meglio nel Lecchese, dove si arriva al 9,16%. Mentre a livello nazionale, l’unico dato che conta, la percentuale è del 7,4%
Tornano alle urne gli italiani per i cinque referendum abrogativi in programma domani e lunedì. Perché i risultati siano validi, è necessario che voti almeno il 50% più uno degli aventi diritto. La guida al voto
Dovrebbero esistere un ruolo politico e uno istituzionale. Certo, è una barzelletta come dimostrano una Treccani di esempi specie dopo l’avvento di quella che si chiama Seconda Repubblica che ha mandato del tutto in soffitta il “galateo istituzionale” in voga …
Il segretario comunale dice no a una consultazione indetta dal municipio riguardo al cambio di provincia. Le minoranze abbandonano l’aula